Comune di Albaredo d'Adige

Storia del comune

Il nome Albaredo deriva probabilmente dal latino "arbor" e appare la prima volta su un documento dell'imperatore Berengario dell'893 con il quale la corte di Albaredo viene donata alla contessa Gisla.
Nel 1035 il Vescovo di Verona Giovanni compra una tenuta che donerà nel 1037 al monastero benedettino di SS. Nazaro e Celso di Verona. Nel 1077 la corte di Albaredo rientra nei possedimenti del duca Enrico IV Di Germania. In questo periodo viene nominata la “Rocca di Rivalta”, situata presso la località Motta e parzialmente distrutta nel 1234 a causa dei contrasti tra il partito guelfo e quello ghibellino. In quell'anno tutta la zona passò sotto la signoria degli scaligeri, e Antonio della Scala, ultimo degli Scaligeri, nel 1382 assegnò il territorio di Albaredo, Cucca (Veronella) e Coriano a Cortesia di Marassi da Sarego, nobile vicentino divenuto Comandante Generale delle sue truppe.
Caduti gli Scaligeri ad opera dei Visconti, anche Albaredo passò sotto il potere dei nobili milanesi, i quali cedettero i beni della ex “Fattoria di Albaredo” a Niccolò Bastiani al prezzo di 3.400 fiorini d'oro.
Il 17 maggio 1405 tutto il territorio del Colognese, che comprendeva anche Albaredo, fu annesso alla Repubblica di Venezia, con il ruolo di capoluogo per Cologna Veneta. Le ricchezze principali di Albaredo divennero in questo periodo il fiorente commercio fluviale e i numerosi mulini per la macina, specialmente sul tratto Lora-Motta. 
Durante il XVI secolo, nel corso di varie guerre, il paese fu più volte attraversato dalle truppe di diversi eserciti (svizzeri, spagnoli, e della Repubblica di Venezia).
Nel 1630 la provincia di verona fu interessata dalla peste, citata dal §Manzoni, che causò numerosissimi morti.
Fino al 1718 il territorio di Albaredo fu amministrato dai nobili Malipiero, i quali lo arricchirono di ville, chiese ed oratori.
L'avvenimento più importante del XVIII secolo è stato “la battaglia di Arcole” (novembre 1796) combattuta da Napoleone Buonaparte contro le truppe dell'imperatore d'Austria. Anche in questo periodo non si contano le angherie e i soprusi subiti dal continuo passaggio di truppe austriache e francesi. Durante l'insurrezione delle “Pasque Veronesi” (1797), lungo il fiume Adige, da Albaredo a Ronco, alcune schiere di cittadini difesero la posizione sul fiume contro i francesi. Con il trattato di Campoformio, Albaredo fu definitivamente soggetto alla dominazione dell'Austria.
Nel 1815, dopo la sconfitta definitiva di Napoleone, il territorio fu diviso in tre Comuni: Albaredo, Cologna e Cucca. Il paese visse un periodo di relativo benessere grazie alla navigazione sull'Adige, all'estrazione e al trasporto della ghiaia fluviale con i “burchielli” (impiegata nella costruzione e nella manutenzione delle strade) e al commercio e alla trasformazione dei prodotti agricoli (riserie e mulini per cereali).
Anche gli abitanti di Albaredo parteciparono alle guerre di indipendenza che portarono, nel 1866, alla riunione del Veneto con il Regno d'Italia. Nell'agosto del 1873, con un contratto stipulato dalla Provincia, e i comuni di Ronco e Albaredo, veniva inaugurato tra le due rive del fiume Adige un ponte di ferro con attraversamento a pedaggio per uomini, carri, cavalli. La residenza comunale fu sistemata nel palazzo di fronte all'antica dogana, sulla cui facciata furono scolpiti due grandi medaglioni. Per unire i Comuni di San Giovanni Lupatoto, Zevio, Ronco all'Adige e Albaredo con la città di Verona, il 21 luglio 1898 venne inaugurato un trenino a vapore a scartamento ridotto che faceva servizio passeggeri e merci sulla linea Verona-Coriano. Il servizio fu soppresso nel 1925.
Il paese, dal 1943 al 1945, fu occupato dai soldati tedeschi che posero sull'argine dell'Adige numerose posizioni antiaeree. Ormai alla fine del conflitto, il 23 aprile 1945, le fortezze volanti americane bombardarono e distrussero il ponte di ferro sul fiume per ostacolare la ritirata alle forze tedesche. Ritornata la pace, un nuovo ponte fu aperto al transito alla fine del 1949.
È stato restaurato nel 2003, creando anche due passaggi pedonali.


I testi di questa pagina sono stati gentilmente concessi dal Centro Studio Giulio Cardo - via Cavour 72, Cologna Veneta.